Nelle nostre chiese locali, ma soprattutto nei PVS, i sacerdoti sono sempre più schiacciati dai problemi sociali delle comunità cui fanno capo, restando spesso intrappolati da un attivismo pericoloso, che rischia di far perdere la centralità della loro chiamata e riduce il tempo prezioso di intimità col Signore e la loro dedizione alla cura delle anime.
In tanti anni di servizio all'OPAM abbiamo incontrato centinaia di sacerdoti.
Molti in mezzo a difficoltà e privazioni riescono a svolgere fedelmente il proprio mandato anche a prezzo di grandi sofferenze. Abbiamo incontrato splendidi sacerdoti, costretti a vagare da un capo all'altro del mondo nel tentativo di dare risposta alle tante pressanti richieste di aiuto.
Abbiamo incontrato giovani sacerdoti venuti in Europa per la formazione che, abbagliati dalle comodità e dal consumismo che non risparmia neanche le nostre comunità cristiane, non riescono a trovare il coraggio di far ritorno nei propri Paesi.
Non meno preoccupante è la situazione del clero in Italia, dove non sono i bisogni materiali a creare difficoltà per i sacerdoti, quanto la progressiva secolarizzazione, la crisi di valori, la mancanza di relazioni, talora persino la molteplicità dei movimenti e delle associazione rischia di trasformare la ricchezza della diversità in un ostacolo alla comunione.
Abbiamo incontrato giovani sacerdoti venuti in Europa per la formazione che, abbagliati dalle comodità e dal consumismo che non risparmia neanche le nostre comunità cristiane, non riescono a trovare il coraggio di far ritorno nei propri Paesi.
Non meno preoccupante è la situazione del clero in Italia, dove non sono i bisogni materiali a creare difficoltà per i sacerdoti, quanto la progressiva secolarizzazione, la crisi di valori, la mancanza di relazioni, talora persino la molteplicità dei movimenti e delle associazione rischia di trasformare la ricchezza della diversità in un ostacolo alla comunione.
Il dolore per queste mani unte dal Signore, per questi figli prediletti, scelti e amati per annunciare portare la salvezza del Signore, e a volte sacrificate ad impegni che li allontanano dalla vita di intima comunione con Dio, richiede da parte della Chiesa una risposta d'Amore.
Alla base di tanti problemi dei sacerdoti c'è la mancanza di una "famiglia" che li aiuti a vivere in pienezza il loro essere figli.
L'esperienza di Gesù nei 30 anni di vita in famiglia a Nazareth dovrebbe interpellare i laici a inserire fra i tanti compiti che si sono assunti nella Chiesa quello di essere famiglia per i sacerdoti, capaci di custodire con Amore il dono immenso di un figlio speciale, dalle cui mani nasce la vita per il mondo intero, e attraverso il quale si realizza la promessa del Signore di restare con noi, fino alla fine del mondo.
Per questo nella Fraternità Missionaria OPAM è indispensabile la presenza di un gruppo di laici che, avendo compreso la grandezza del sacramento dell'Ordine, con cuore materno consacrano la propria vita per loro.
Tale consacrazione si realizza nella vita ordinaria attraverso la preghiera, l'offerta delle gioie e delle fatiche di ogni giorno, l'amicizia e il servizio nei confronti dei sacerdoti con una attenzione speciale per quelli soli, anziani, malati o in difficoltà.
L'impegno del singolo è sostenuto dalla comunità degli amici del Buon Pastore. La comunità è momento privilegiato e sostegno per compiere un cammino di santità, che conducendo alla pienezza della realizzazione del proprio sacerdozio battesimale, renda l'offerta della propria esistenza sempre più pura, perché nel mondo ci siano sacerdoti santi che possano generare Cristo nelle anime loro affidate.

