LA STORIA
La nascita di una sogno
Don Carlo Muratore, sacerdote Fidei donum della diocesi di Alba, nella sua esperienza missionaria in Venezuela si era reso conto di quanto l'istruzione fosse indispensabile, sia per l'evangelizzazione che per un duraturo sviluppo delle popolazioni dei Paesi più poveri. E così rientrato in Italia nel 1972 fonda l'OPAM (Opera di Promozione dell'Alfabetizzazione nel Mondo).
Non è stato facile sostituire il concetto di carità come elemosina di beni essenziali, con l'offerta di uno strumento come l'istruzione, capace di rendere la persona autonoma e protagonista del futuro del proprio Paese.
In questa operazione, tuttavia, Don Carlo ha potuto godere dell'appoggio di Paolo VI, attraverso la sua amicizia e le affermazioni sull'importanza dell'educazione espresse nella sua enciclica Populorum Progressio. Lo hanno incoraggiato successivamente anche Giovanni Paolo II, il Card. Pironio, il Card. Gantin e molti vescovi, sacerdoti e missionari, amici e benefattori.
La preghiera e l'offerta di tanti anziani e malati sono stati fondamentali per superare i momenti di difficoltà, di dubbio, di stanchezza.
Ma dopo qualche tempo dalla nascita dell'OPAM, don Carlo avvertiva che mancava ancora qualcosa. La stessa alfabetizzazione, staccata da una visione liberante dell'uomo, come quella cristiana, rischiava di condurre a fondamentalismi e a modelli di falso sviluppo capaci di rendere la persona eternamente schiava di ideologie e di sistemi di oppressione.
Inoltre Don Carlo desiderava creare nell'OPAM un ambiente idoneo per approfondire il concetto stesso di missionarietà, propria di ciascun battezzato, e soprattutto che l'OPAM fosse cassa di risonanza per diffondere la ricchezza che lui aveva percepito nel contatto con le giovani chiese dei Paesi in Via di Sviluppo.
Voleva che i benefattori non fossero solo persone generose e altruiste, ma cuori capaci di amare e di riconoscere che una sola fame accomuna nord e sud del mondo ed è la fame dell'Amore di Dio.
Quindi la donazione di beni materiali è solo la metà di una relazione circolare che risponde ad una parte dei bisogni. La relazione si completa nel riconoscere la propria povertà spirituale e di valori e nell'accogliere l'altro come portatore di risposte significative al proprio bisogno.
Nacque così l'idea di una casa OPAM, dove Don Carlo progettava di vivere con altri sacerdoti e con laici e svolgere un servizio di accoglienza ai missionari di passaggio, per fermarsi a pregare insieme, a riflettere e a progettare la costruzione di ponti d'amore.
La casa fu avviata, ma Don Carlo si ammalò gravemente prima ancora di poter realizzare il suo sogno, che rimase però nel suo cuore fino all'ultimo.
Per la sua "baracca", così chiamava l'OPAM, Don Carlo ha offerto dall'altare del suo letto di malattia la sua Messa quotidiana fino al giorno della sua nascita in Cielo il 15 dicembre 2003.
IRRIGARE LA TERRA DOVE IL SOGNO DIMORA
Don Aldo Martini, indicato da Don Carlo come futuro presidente, viene eletto il 13 maggio del 2000. Succedeva all'Ing. Sergio De Luca, che con generosità aveva accettato di assumere la presidenza dopo la malattia di Don Carlo, ma che qualche tempo dopo si era ammalato a sua volta.
Don Carlo riteneva che la presenza di un sacerdote alla guida dell'associazione, avrebbe potuto far fiorire il suo sogno: l'OPAM come promotrice di un'autentica Fraternità Missionaria a servizio della Chiesa.
Con l'appoggio e l'incoraggiamento di Mons. Natalino Pescarolo, allora Vescovo di Cuneo, diocesi di appartenenza di don Aldo, la preghiera delle suore di diversi monasteri di Clausura, il sostegno materno della Vergine di Guadalupe patrona dell'OPAM e la collaborazione di alcuni sacerdoti e laici, Don Aldo, il 24 maggio, anniversario di fondazione dell'OPAM, accetta questo incarico.
Si rende immediatamente conto che l'OPAM è un osservatorio privilegiato per avere una visione ampia sulla Chiesa nel mondo, sulle sue ricchezze, le sue miserie, i suoi bisogni.
Il contatto con vescovi, sacerdoti diocesani e religiosi di ogni angolo della terra, lo mette quotidianamente di fronte ad una serie di problemi che investono soprattutto i sacerdoti e le comunità affidate alla loro cure e che di conseguenza richiedono una risposta d'amore da parte della Chiesa.
INCONTRARSI IN UN SOGNO
"Dal mio incontro all’OPAM è iniziata un’esperienza stupenda.
Stavo vivendo un periodo cosi vuoto... Poi sono arrivato all'OPAM: l’accoglienza di Don Aldo, la vostra disponibilità a capire cosa ci fosse dietro la richiesta di aiuto che stavo presentandovi, quali attese, quali ansie, quali problemi… mi hanno toccato. Ma c’è stato molto, molto di più: la disponibilità ad ascoltarmi, il desiderio di approfondire la conoscenza della mia persona e della mia realtà, l’amore per la mia Chiesa ha portato ad uno scambio su cose profonde; mi sono accorto che avevate fiducia in me, che ero già nel vostro cuore. All’OPAM ho anche fatto esperienza di cosa significhi la maternità spirituale dei laici nei confronti dei sacerdoti: mi sono sentito amato con cuore di madre come persona e come sacerdote. E' questo alla vigilia dei miei 25 anni di Messa. E quando mi avete parlato del sogno di Don Carlo mi sono reso conto che era proprio in questo sogno che ci siamo incontrati. Capisco ora che non si tratta solo di un nostro sogno ma di una chiamata a rispondere ad un’attesa che è di tutta la Chiesa." (P. Jean Marie Mbungu).
P. Jean Marie Mbungu è un sacerdote Passionista della Rep.Dem. del Congo che attualmente opera a Lovo, nella diocesi di Boma.
Ci siamo conosciuti all'OPAM. Era venuto a presentare una richiesta del CEMES, associazione da lui fondata per sostenere progetti di sviluppo in Congo. Era in partenza per Betania (Israele) dove avrebbe trascorso alcuni mesi per collaborare all'avvio di questa comunità passionista e terminare il suo libro "Donnez leur vous memes a manger!" (Date voi stessi da mangiare).
Con lui in mesi di fitta corrispondenza è maturata l'idea della Fraternità Missionaria OPAM. La vigilia di Pentecoste del 2006 la fraternità comincia ad assumere un volto, un nome e un'identità: diffondere e condividere questo stile di vivere la chiesa in una reciproca missionarietà fra nord e sud del Mondo .
Nasce la prima fraternità sacerdotale
Nasce a Roma la prima Fraternità Sacerdotale OPAM che riunisce sacerdoti di diversi Paesi i quali sono in Italia per motivi di studio.
Benedice questa nuova realtà Mons. Fridolin Ambongo, Vescovo di Bokungu-Ikela nella sede dell'OPAM il 25 Maggio 2007 a 35 anni dalla fondazione dell'OPAM
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Uno spazio d'incontro
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